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mercoledì 9 gennaio 2013

La scuola perfetta



Un esperimento tecnologico e relazionale costruito con materiali ecocompatibili e spazi di comunicazione per l’integrazione

La mensa è insonorizzata e utilizza solo prodotti di stagione della filiera corta a chilometro zero. La luce si accende solo al passaggio di una persona e si spegne se si allontana: per i bambini è una sorta di magia. Le tende, quando tira forte il vento, si chiudono da sole, azionate da un sensore: non è un gioco, ma pura tecnologia. Il riscaldamento c’è, ma non si vedono termosifoni né tubi: il calore scende dal soffitto. I materiali sono ecocompatibili e la luce arriva dal fotovoltaico per un’autonomia energetica completa. Le classi sono high-tech con le lavagne multimediali per collegarsi a Internet, scrivere e vedere video. Non è un film di fantascienza, ma il plesso della scuola primaria Martin Luther King, il primo dei quattro lotti previsti dall’ambizioso progetto di edilizia scolastica di Maiolati Spontini. Siamo in provincia di Ancona, in leggera collina, con 6400 abitanti quasi totalmente residenti nella frazione di Moie in pianura. Qui ha sede la scuola del futuro che usa i rifiuti del passato, perché l’edificio avveniristico è costruito grazie ai ricavi dello stoccaggio dell’immondizia. Funziona in questo modo: il comune di Maiolati Spontini raccoglie i rifiuti misti e quelli industriali non pericolosi dei paesi limitrofi. Il pattume vale dai 10 ai 15 euro a tonnellata. Il bilancio complessivo del 2011 vede nella voce “entrata” più di 12 milioni di euro, di cui più di 3 milioni e 700 mila  provengono dai profitti della discarica. Obbligatoriamente i ricavi devono essere investiti in beni pubblici e il comune ha pensato bene di trasformare i rifiuti in risorsa reinvestendo tutti i ricavi che provengono dalla discarica nell’istruzione.
Ne nasce una scuola di una bellezza difficile da descrivere, curata nei dettagli anche dal punto di vista pedagogico. Tutte le pareti sono costellate di percorsi didattici, gli appendiabiti sono a forma di foglia, l’ingresso è segnato da sentieri adatti ai bambini con passaggi pedonali che non incrociano mai i veicoli. I corridoi diventano non delle anonime e opache pareti, ma spazi di relazione, che con l’aiuto di grafica, testi, proverbi veicolano messaggi come il rispetto degli altri, l’integrazione e l’educazione ambientale: il tutto realizzato con simboli, stile e modalità adatta ad una comunicazione leggera, giocosa e stimolante. Inoltre un sistema di pittogrammi fotografici rende indipendenti i bambini della prima classe, che non sono ancora in grado di leggere e scrivere. «I bambini – spiega la maestra Mara Ballarini – sono molto contenti della novità perché attratti dalla tecnologia che vivono come un gioco. Una scuola piacevole, calda, accogliente, favorisce l’apprendimento e trasmette una maggiore serenità». L’intero progetto è stato ideato per instaurare un dialogo con il paesaggio circostante, naturale e artificiale. Con una spesa iniziale di 3,4 milioni di euro, sono stati completati i primi lavori della costruzione per 326 alunni divisi in 15 classi. A breve ricominceranno i lavori per la scuola media con sette laboratori, un’aula magna e una palestra. La scuola perfetta esiste.

martedì 19 giugno 2012

Il centro estivo


Estate, tempo di scuola. Mentre le campanelle intonano gli ultimi rintocchi, gli uffici restano aperti e i bambini non si sa a chi affidarli. Il periodo prima delle vacanze di famiglia, per chi le può fare, sono tra i più esosi dell’anno. Lasciamo da parte i fortunati, quelli provvisti di nonni e affini che possono scarrozzare i figli. Noi altri dobbiamo arrangiarci, a patto di avere un portafoglio ben guarnito. Le baby sitter sono la soluzione più comoda ma più esosa. I bambini non si devono alzare presto al mattino, restano in casa e si possono finalmente rilassare dopo un anno stressante anche per loro. Le controindicazioni sono i costi e la noia. Dopo poco i bambini sono come leoni in gabbia per le poche attività che possono fare all’aperto.
L’unica soluzione resta il centro estivo. Ce ne sono di molte fatture e prezzi. Bisogna, in ogni caso controllare la struttura prima di iscrivere i propri figli. Che ci siano ampi spazi all’aperto e zone d’ombra. Verificare che non ci sia un programma di attività troppo intenso ma che ci siano degli spazi destrutturati di gioco libero per sviluppare la fantasia e le relazioni. Un altro elemento decisivo è valutare la proporzione tra il numero dei bambini e degli educatori. È opportuna la presenza di qualche amico insieme alla possibilità di fare nuove conoscenze.
La nota dolens sono i costi. Si calcola una media di 130 euro a settimana per figlio. Ci sono anche attività molto stimolanti, come il Bioparco a Roma, l’Acquario a Genova, il museo Muba a Milano, il campus delle stagioni a Napoli, i campi scuola settimanali nei parchi naturali Lame Belice e Lamasinata a Bari. Le controindicazioni dei centri estivi sono nel numero spesso insufficiente degli educatori rispetto ai bambini presenti, il gran caldo sofferto in alcune strutture e il fatto che i nostri figli tornino a casa distrutti.
Dove veramente si risparmia è negli oratori parrocchiali. Nel mio quartiere i centri estivi oscillano tra i 120 e i 150 euro a settimana, in parrocchia il costo è 80 euro a settimana o 25 al giorno. A Milano, nell’oratorio estivo della diocesi, chiamato PassPartù, si paga 30 euro al giorno pasto compreso e nei Grest e nei classici oratori si arriva anche a 10 euro a settimana , con 2 ore pin più al giorno per i pasti.
Del resto anche la scuola dell’obbligo, di fatto, non è più gratuita con una serie infinita di spese accollate direttamente alla famiglia. Rilassiamoci.

lunedì 12 dicembre 2011

Una scuola ad idrogeno

A Castelnuovo del Garda, comune non nuovo a innovative iniziative, viene inaugurata la prima scuola alimentata ad idrogeno.

Un cogeneratore a celle a combustibile Sidera 30, realizzato da ICI Caldaie, produce energia elettrica e termica utilizzando come combustibile idrogeno derivato da metano ed è il primo del suo genere ad essere installato in un polo scolastico in Italia, e quasi certamente nel mondo.

Il sistema è in grado di produrre una potenza di 30 kW elettrici e 45 kW termici con la stessa quantità di metano consumata da una caldaia di buona qualità da 50 kW termici, ha emissioni inquinanti pressoché nulle ed utilizza gas naturale dalla rete di distribuzione.

«L’impianto, frutto di una tecnologia innovativa, rientra in una serie di progetti finalizzati al contenimento della spesa energetica, alla salvaguardia dell’ambiente e alla tutela della salute dei cittadini – spiega il sindaco, Maurizio Bernardi –. L’appuntamento con le inaugurazioni offrirà anche l’occasione per presentare le politiche ambientali ed energetiche del Comune e gli scenari futuri».

La centrale a biomassa, realizzata in collaborazione con Etatech, sfrutta invece il cippato proveniente come scarto di produzione da una segheria del territorio. Il risultato è un impianto di mini teleriscaldamento a servizio del polo scolastico, del centro sociale e del nuovo parco sportivo della frazione di Cavalcaselle. Attualmente ha una caldaia di potenzialità pari a 650 kW termici, ma l’edificio che la ospita è stato progettato per accoglierne due di potenzialità complessiva pari a 1300 kW.

Sidera 30 e centrale a biomassa sono stati acquisiti con il contributo della Regione Veneto.

Infine, i due impianti fotovoltaici realizzati da Bayer-Raach, con una potenza di 630kWp per Castelnuovo e di 999kWp per Sandrà, assicurano una produzione annua di oltre 1.800.000 kWh ed un risparmio di oltre di 1300 tonnellate di CO2 che non verranno immesse nell’atmosfera.

Come precisa l’assessore ai Lavori pubblici, Massimo Loda «Non va dimenticato che i progetti di produzione di energia da fonti rinnovabili permetteranno al Comune di avere maggiore autonomia economica, che consentirà di garantire una migliore qualità dei servizi al cittadino».

«Questi progetti sottolineano l’attenzione del Comune all’aspetto ambientale – osserva il consigliere delegato all’Ecologia, Ambiente e Agricoltura, Roberto Oliosi – e proprio in quest’ottica l’Amministrazione comunale ha deciso di intraprendere il percorso per una gestione sistematica e pianificata: la Certificazione Ambientale Emas».