venerdì 11 settembre 2015
Completamente felici
Dopo le marmellate, le ricette, il biogas è la volta di un ristorante che usa gli scarti alimentari. Addirittura si direbbe, ma accade in Germania e il cibo è tutto controllato e sicuro. I due protagonisti sono Leoni e Stefan e la loro nuova start-up, inaugurata ad agosto, si chiama "Restlos gluecklich" che significa "Completamente felici". E' il primo ristorante contro lo spreco del cibo nato a Berlino.
lunedì 31 agosto 2015
Gusto e sostenibilità
Svizzera: dai filtri per l’acqua agli spuntini a base di insetti, cibo
ecocompatibile e acqua tonica dalla regione zurighese, il mercato presenta idee
innovative per una gestione sostenibile dei generi alimentari.
«Se l’umanità deve sopravvivere – diceva Albert Einstein –
avremo bisogno di un vero e proprio modo di pensare». In Svizzera nelle scienze
alimentari e nella produzione di genere alimentari nascono sempre nuove idee.
Ne è una riprova la presenza creativa della Svizzera all’Expo di Milano. Mentre
il padiglione, anche se consiste in un’esposizione di 5 mila bottiglie di vetro
riciclabile, non lascia una traccia indelebile nella memoria, impressionano
tutta una serie di iniziative nel campo alimentare come “gusto e
sostenibilità”. Una rapida carrellata con brevi presentazioni, veloci
presentazioni, degustazioni con la tipica perfezione ed efficienza svizzera
forniscono una panoramica di alcune idee innovative.
Il DRinkPure, per esempio, è un filtro per l’acqua ideato
dal Politecnico federale di Zurigo che si applica a qualsiasi bottiglia in PET.
La caratteristica è una membrana interna che filtra l’acqua non potabile dieci
volte più rapidamente rispetto ai prodotti tradizionali, trattenendo batteri,
virus e cattivi odori. È molto utile in viaggio in Paesi in cui non si è sicuri
della potabilità dell’acqua. È un’invenzione che va in direzione della
sostenibilità, contro lo spreco dell’acqua perché filtra quella esistente e non
obbliga a comprare l’acqua minerale.
Tra le presentazioni più originali, per fortuna non erano
previste degustazioni, ricette con insetti commestibili. Sono delle
prelibatezze con l’obiettivo di introdurre nell’alimentazione una dieta
ecosostenibile. Spiegano, però, con convinzione che gli insetti contengono una
proteina di alta qualità, alternativa alla carne, non contengono colesterolo e
sono anche molto gustosi. Sarà! Nel sito Essento.ch si possono leggere ricette
di chef innovative con nuovi ingredienti.
Anche nella quotidianità si può fare molto con gli orti in
città, un giardinaggio biologico alla portata di tutti. L’approccio è
sostenibile con semi e terriccio biologici senza la produzione gli inutili
scarti. Sul sito Vegandthecity.ch troverete istruzioni su come realizzare un
giardino vegetale nelle vostre case di città.
La simpatica
scrittrice Anna Pearson presenta il suo libro Zu Tisch, La cena è servita,
pubblicato con sua sorella Caterina. Le loro ricette seguono i principi dello
slow food e il corso delle stagioni. Sostengono il consumo sostenibile delle
carni utilizzando tutte le parti dell’animale. Individuano ricette con
vegetali, ortaggi sconosciuti fornendo al palato nuovi sapori a chilometro zero
con verdure fresche di stagione. Il libro è stato premiato in Germania come uno
dei più belli del 2015.
Sulla stessa scia l’originale Calendarium Culinarium. Un
calendario di una sola pagina con tutti i mesi dell’anno e le indicazioni della
stagionalità di ogni frutto e vegetale. È il locale mercato locale che stimola
la fantasia in cucina per cucinare con i frutti della terra a disposizione.
Quella che spesso manca è, infatti, la consapevolezza della disponibilità
stagionali.
Forse non tuti sanno che in Svizzera si è anticipata la moda
dell’acqua tonica perché è nata Gents, un prodotto regionale con aroma di
liquirizia e genziana alpina che si combina molto bene con i gin moderni.
Lo spreco del cibo è un problema anche nella ricca Svizzera
dove finiscono nella spazzatura circa 250 mila tonnellate di alimenti. Sono 31
chili di cibo a testa e, in 20 anni, la percentuale dei rifiuti organici è
cresciuta dal 23 al 33 per cento. La città di Zurigo dal 2013 ritira gli scarti
alimentari e i rifiuti domestici dalle abitazioni per produrre biogas. Una
volta a settimana vengono svuotati i cassonetti dei rifiuti organici e portati
nella più grande centrale svizzera di biogas con reattore di fermentazione. Il
materiale viene tritato e fatto fermentare in assenza di ossigeno. Si forma
così il biogas che, ripulito dall’anidride carbonica, viene immesso come gas
metano praticamente puro nella rete di distribuzione del gas della città di
Zurigo. Per ora copre il fabbisogno termico di 5 mila appartamenti.
venerdì 17 luglio 2015
Ecocucina
Imparare gustose ricette utilizzando gli scarti dei vegetali. L’esperienza di Lisa Canali.
Mentre in Francia è stata presentata una legge che prevede il reato di spreco e multe per i grandi magazzini che non donano le eccedenze alimentari, in Italia si continua a sprecare. Meno che in passato, ma sono sempre 49 chili di cibo all’anno per famiglia gettati nella spazzatura. In totale lo spreco domestico italiano raggiunge gli 8 miliardi di euro e più di un milione di tonnellate di alimenti. Basterebbe poco: più attenzione nel programmare la spesa e gli acquisti, saper riciclare e utilizzare gli avanzi.
Si distinguono due tipologie di spreco a livello mondiale che riguardano 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, pari a un terzo della produzione totale destinata al consumo umano: la food losses, cioè le perdite di cibo che si determinano a monte della filiera agroalimentare in fase di semina, coltivazione, raccolta, conservazione; e la food waste, lo spreco di cibo che avviene nel processo di trasformazione industriale, la distribuzione e il consumo finale.
Ormai sono innumerevoli le iniziative di associazioni come il Banco alimentare, Last minute market e di singole persone che tentano una risposta perché è nell’educazione quotidiana che si può imparare ad avere uno stile di vita sobria.
È anche l’esperienza di Lisa Canali. Parafrasando una vecchia canzone di Renzo Arbore, si può dire che di giorno si occupa di ambiente e rischi da inquinamento, «ma la notte no». Ha incentrato la sua passione per cibo e fornelli nel trasformare gli scarti alimentari, come foglie esterne di carciofo, gambi di asparagi, bucce, torsoli e baccelli, in ricette deliziose. «Ero stanca – spiega Lisa Canali – di acquistare passivamente, volevo saperne di più sui prodotti che portavo a casa. Volevo eliminare gli imballaggi inutili, ma soprattutto mi chiedevo: ma è proprio necessario buttare via così tanto? Tutte quelle parti che i libri di cucina dicono di scartare sono davvero da buttare via o sono solo più difficili da preparare?».
Dalla sua esperienza sono nati il blog Ecocucina e i suoi libri, tutti per la Gribaudo, La cucina a impatto (quasi) zero (2010), l’originalissimo Cucinare in lavastoviglie (2011), dove propone di cucinare sfruttando il calore dell’acqua di lavaggio, Ecocucina (2012) e Autoproduzione in cucina (2013). Intanto change.org ha raccolto 30 mila firme per avere una legislazione anti spreco simile alla Francia.
giovedì 9 luglio 2015
Un jet a spazzatura
Se ne parla da anni, ma ora è diventata realtà.Decolla il primo jet a spazzatura. A puntare sul progetto è la compagnia americana United Airlines che effettuerà il primo volo tra Los Angeles e San Francisco con bio carburanti alternativi. Si sa che l'impatto ambientale degli arei è deleterio e l'inquinamento è maggiore di altri mezzi di comunciazione. L'investimento, 30 milioni di dollari, è ancora esiguo se si pensa che la compagnia aerea americana spende 11,6 miliardi di dollari l'anno per l'acquisto di carburanti. Segna, però, un'importante cambiamento di tendenza.
lunedì 18 maggio 2015
Scarpe da riciclo
Anche Roma avvia il riciclo di scarpe da ginnastica per la
realizzazione di piste di atletica, ispirandosi a Mennea. Forse fino a qualche anno fa era impensabile che da una
scarpa da ginnastica potesse nascere una pista di atletica. Ma ora è tutto
vero. In tema di riciclo, anche le scarpe vecchie ed esauste possono
contribuire ed essere riutilizzate nella realizzazione di piste di atletica o
pavimentazione anticaduta per le aree giochi dei bambini. Il progetto in realtà
non è una novità: già da qualche anno in Italia è stata avviata la raccolta
delle scarpe da ginnastica per questo tipo di riutilizzo.
Basti ricordare il progetto “Il Giardino di Betty” nel 2013,
iniziativa lanciata dalla società Esosport, il primo progetto di riciclo delle
scarpe sportive in Italia. Si tratta di un parco giochi la cui pavimentazione
antitrauma, con una superficie di 152 metri quadrati, è stata realizzata con le
gomme di migliaia di scarpe da ginnastica usate.
Ora anche Roma sposa l’idea, coinvolgendo le scuole. Una
grande raccolta permanente delle calzature sportive usate nelle scuole della
Capitale, per ridurre l’impatto ambientale e incentivare la cultura del riciclo
tra le ragazze e i ragazzi.
L’iniziativa “La pista di Pietro”, ispirata al corridore
Pietro Mennea, ha come obiettivo quello di diminuire in città l’accumulo dei
rifiuti in discarica e metterli a disposizione per la produzione di piste di
atletica e aree giochi a cura di enti privati, associazioni e cittadini. Ha
aderito all’iniziativa anche Manuela Olivieri Mennea, moglie del campione
olimpico dei 200 metri piani a Mosca 1980 e detentore del primato mondiale per
17 anni. Manuela Olivieri ha infatti donato le scarpe da corsa del corridore:
da esse proverrà una piccola porzione di materiale che sarà impiegato per la
pavimentazione di ciascuna pista di Pietro. I raccoglitori delle scarpe da
ginnastica usate saranno posizionati da aprile in cento istituti della
Capitale. Per l’estate appositi “esobox sport” di raccolta saranno presenti
anche negli stabilimenti balneari del litorale romano, dove sarà possibile
conferire calzature e infradito estive usate.
Lorenzo Russo
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