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lunedì 12 ottobre 2015

A Parigi in bici conviene

Otto anni fa Parigi è stata la prima città al mondo a lanciare il bike sharing copiato dalle capitali di tutto il mondo. E ora è la prima città a voler pagare 25 centesimi al chilometro a quei cittadini che sceglieranno di andare a lavoro in bicicletta. E' la stessa indennità che, più o meno, versa un'azienda, per il rimborso chilometrico percorso con la macchina. Il 30 novembre comincerà proprio a Parigi l'incontro mondiale sul Clima e la Francia vuol dare il buon esempio con buone pratiche concrete e non con fumose discussioni inconcludenti. Per 5 chilometri al giorno ogni cittadino francese incasserebbe circa 50 euro al mese senza contare il risparmio sulle mancate uscite finanziarie per il costo del carburante, la manutenzione, lo stress. Siamo sicuri, perché già sperimentata per un breve periodo nel 2014, l'iniziativa avrà successo.

giovedì 24 marzo 2011

Benzina e cultura. Tra tasse e risparmio.

Che la benzina servisse per rimettere in moto la cultura non ci avevo mai pensato. All’inizio fu il cinema. Un euro di aumento per finanziare i tagli ai Beni culturali. Ora la nuova decisione: aumentare di 1 o 2 centesimi l’accise sulla benzina per trovare fondi per la tax credit. L’euro di aumento sul biglietto per il cinema è stato intanto debellato. La benzina è già alle stelle e Beppe Grillo propone, per dimezzarne il prezzo, di non compare più carburanti dalla Esso e la Shell che sono, ormai, un’unica compagnia. Ma sappiamo che il prezzo dei carburanti è generato in grandissima parte dalle varie tasse e non solo dal prezzo delle materie prime, quindi anche questa lodevole iniziativa non sembra possa portare degli utili risultati.

Siccome dei carburanti ancora non ne possiamo fare a mano, è da bambino che sogno le macchine volanti alimentate ad idrogeno, tanto vale armarsi di santa pazienza e cercare di migliorare le nostre abitudini. Ecco un decalogo elaborato dalla Bosh.

Primo: più rapidi in curva. Affrontare una curva in modo più uniforme garantisce maggiore sicurezza e minori consumi.

Secondo: accelerare a fondo. Sembra un paradosso, ma non è. Ogni volta che si toglie il piede dall’acceleratore, il motore viene frenato. Da qui, un aumento dei consumi di carburante. È dimostrato che accelerare fino a 100 chilometri orari e proseguire ad andatura costante in quinta marcia, è più conveniente che insistere con il pedale premuto a metà nei rapporti inferiori.

Terzo: il pieno corretto. Con degli additivi nel carburante si garantisce la pulizia interna del motore che ha un’importanza fondamentale nella lotta agli sprechi.

Quarto: cambiare marcia. Passare da una marcia all’altra con il motore a 2 mila giri. Viaggiare in terza a 4 mila giri invece che in quinta a 2 mila vuol dire usurare il motore otto volte tanto. L’inserimento del rapporto superiore consente, mediamente, di risparmiare il 10 per cento del carburante.

Quinto. Spegnere il motore al semaforo. Si risparmia benzina fino al 30 per cento in città. Se non lo fate, a guadagnarci sono solo i benzinai.

Sesto. Adagio con stile. Guidate in modo fluido e previdente senza gli isterismi dell’automobilista perennemente irritato. È inutile accelerare energicamente tra due incroci e frenare di colpo al semaforo successivo.

Settimo. Manutenzione puntuale. Cambiate i filtri, le candele, le pasticche dei freni, come previsto dalla vostra casa automobilistica, evita l’aumento di consumo di carburante. Anche la geometria delle sospensioni squilibrata gioca a sfavore contro la riduzione di carburante.

Ottavo. Controllare i pneumatici una volta al mese. Viaggiare sempre con la pressione dei pneumatici consigliata per la vettura riduce i consumi.

Nono. Eliminare i pesi inutili. Togliete il portapacchi, se inutilizzato, e sgombrate il bagagliaio da pesi inutili.

Decimo. Lo aggiungiamo noi. Prendete in considerazione il car sharing, la bici, i mezzi pubblici o la “St”, cioè suole e tacchi.

lunedì 21 febbraio 2011

Caro carburanti

Aumentano senza sosta i prezzi dei carburanti. Nella consueta rivelazione del quotidiano Energia la media nazionale della benzina va dall'1,507 di al litro praticato dagli impianti Esso all'1,515 dei Tamoil. Per il diesel si passa dall'1,394 euro al litro riscontrato nelle stazioni di servizio Esso all'1,404 rilevato negli impianti Tamoil. Il Gpl, infine, si posiziona tra lo 0,788 euro al litro registrato nei punti vendita Eni allo 0,797 euro al litro degli impianti Tamoil. Certamente influirà l'aumento dei prezzi del petrolio a barile e la crisi nei Paesi arabi, ma sappiamo che in realtà l’oscillazione del prezzo dei carburanti è influenzato poco dall’andamento dei prezzi del petrolio, perché in realtà i costi fissi di produzione e le tasse sono sempre stabili e incidono maggiormente sul prezzo totale. Come può il singolo cittadino reagire e cercare di risparmiare su una spesa che incide molto sul bilancio familiare? Certamente utilizzando tutte le forme di mobilità alternativa e sostenibile che abbiamo più volte citato: dai mezzi pubblici al car-sharing, ma anche utilizzando le cosiddette “pompe bianche”. Chi le conosce, non può più farne a meno. Sono i distributori di carburanti non griffati che, cioè, non appartengono alle grandi catene delle sette sorelle del petrolio e praticano prezzi più bassi. Le loro insegne non sono colorate e variopinte, ma sono, appunto, bianche. Sono distributori indipendenti e si può risparmiare fino all’8 per cento sui prezzi di mercato, e fino a 5 euro per ogni pieno. La benzina non è “cinese” e di bassa qualità ma proviene esattamente dalle stesse raffinerie a cui si riforniscono i grandi distributori. Le pompe bianche appartengono a benzinai indipendenti che possono praticare prezzi più bassi perché hanno meno spese per il trasporto, e non ne hanno per la pubblicità, per concorsi, bollini e premi, i cui costi, è bene saperlo, ricadono sempre sul consumatore, mai sul gestore che spalma le azioni di marketing sul prezzo del prodotto. Sul sito della Codacons, nella homepage, sotto la voce “Economia e finanza” è possibile scaricare l’elenco completo dei distributori indipendenti di 20 regioni italiane. Non sono molti, circa 320 in tutta Italia, ma con una media di due pieni al mese si risparmia fino a 100 euro l’anno. È una buona piccola notizia in tempi di crisi. Se vi rifornirete di carburante in una di queste pompe bianche fateci sapere i prezzi effetivamente praticati.