lunedì 18 maggio 2015
Scarpe da riciclo
venerdì 14 novembre 2014
Fame zero
giovedì 4 settembre 2014
Un App antisprechi
Eppure, nonostante la crisi, sono molte le aree di spreco. Ogni giorno 13 mila quintali di pane risultano invenduti anche se 4 italiani su 10, secondo la Coldiretti, hanno imparato a riciclare il pane. La domanda a cui hanno tentato di rispondere Nicolò Melli, Ornella Pesenti, Gabriella Zefferino e Gianmaria Giardino è stata la seguente: come coniugare la domanda con la potenziale offerta di pane quotidiano? Inventando una piattaforma digitale, una App, chiamata “Breading”, che mette in contatto le panetterie milanesi con le associazioni di volontariato che distribuiscono pasti alle persone in difficoltà.
Il meccanismo è semplice e funziona con un sistema di geolocalizzazione che permette di individuare chi, dove e quanto pane ha in eccedenza. Il panettiere inserisce la quantità di pane invenduto, nella App appare un alert, una segnalazione, e i volontari possono raggiungere i negozi, possibilmente a piedi, per ritirare il cibo.
È un’idea semplice, concreta, facilmente applicabile che ha fatto vincere ai quattro giovani milanesi il primo premio della Start Cup Live 2014, una competizione che favorisce lo sviluppo di nuove idee d’impresa. Prossimo passo la partecipazione, a ottobre prossimo, al Pioneer Festival di Vienna, tra le più importanti competizioni del settore. È importante sottolineare la gratuità dell’iniziativa: i giovani non hanno mai ricevuto nessun compenso.
Andrea Olivero, Viceministro delle politiche agricole e forestali, li ha ricevuti a Roma e incoraggiati: «Credo sia possibile condividere i risultati anche con il tavolo delle associazioni del Terzo Settore». Intanto da settembre la App è in distribuzione e sarà presentata il 14 ottobre, in occasione della Giornata mondiale del pane. Cosa li aiuta a superare le difficoltà? «Pensare che la nostra idea può aiutare cinque milioni di persone».
venerdì 24 maggio 2013
Gomme riconvertite
Asflati più duraturi e meno rumorosi, delimitatori di corsia,
dissuasori di sosta, ma anche campi da calcio, piste di atletica,
lampade per la scrivania… sono alcuni esempi di migliaia di prodotti che
si possono realizzare con la gomma dei pfu, ovvero gli pneumatici
giunti a fine vita. Quando queste gomme non hanno più le caratteristiche
idonee alla circolazione su strada, vengono tritate e trasformate in
minuscoli granuli (inferiori al millimetro), pronti così per essere
trasformati in altri prodotti.Ecopneus, società senza scopo di lucro e principale responsabile della gestione di raccolta e recupero dei pfu in Italia, promuove la diffusione dei prodotti contenenti gomma riciclata dagli pneumatici. Conta tra i soci, 59 aziende produttrici e importatrici di pneumatici in Italia e dal 2011 è impegnata nella riconversione dei pfu, curandone la raccolta e il recupero. Sul proprio sito web (www.ecopneus.it) è disponibile un catalogo liberamente consultabile, con marca e prezzo. Sono prodotti che trovano moltissime utili applicazioni in settori anche molto diversi tra loro come quello delle infrastrutture viarie, dell’arredo urbano e dello sport. Troviamo ad esempio pannelli per l’isolamento acustico e termico, le pavimentazioni antiscivolo per il bordo piscina, i tappeti antitrauma per le aree gioco dei bambini, ma anche accessori per l’ufficio come le penne, il portapenne da scrivania, le cartelle porta documenti o la lampada da tavolo.
Di recente il ministero dell’Ambiente ha firmato un protocollo d’intesa con Ecopneus, prefettura e comune di Napoli, con l’obiettivo di ripulire l’intera area del comune dove giacciono pneumatici abbandonati. Un’area colpita da roghi tossici di rifiuti, alimentati proprio dai pfu. Un’attività illegale in forte aumento che distrugge uno dei territori più belli d’Italia.
Ecopneus è stata scelta come partner del ministero dell’Ambiente grazie non solo all’efficienza dimostrata nel primo periodo di attività ma anche all’impegno costante nella tutela del territorio italiano, avendo già recuperato circa 20 mila tonnellate di pfu abbandonate illegalmente in alcune aree industriali di Ferrara, Buccino (Sa), Oristano e Olbia nel corso del 2012, e a Poviglio (Re) e Aulla (Ms) nei primi mesi del 2013.
Lorenzo Russo
mercoledì 28 novembre 2012
Riciclare i rifiuti per rilanciare l’economia
mercoledì 21 novembre 2012
Riparo, riuso, recupero
Aurora Nicosia
venerdì 23 dicembre 2011
Un albero riciclato
L'albero che vedete è stato realizzato a Kaunas, in Lituania, utilizzando 40 mila bottiglie di plastica riciclate. L'effetto è ottimo, non si inquina, e non si usa un vero albero. Il merito è di Jolanda Smidtienė, un originale artista, che da tre anni si occupa degli addobbi della città e che è riuscita, con un pizzico di ingegno, a sopperire alla crisi economica. L'albero raggiunge i 15 metri di altezza ed è illuminato di verde per restituire le sembianze di un vero abete. Si è trovata così la quadratura del cerchio per far tutti contenti: i cittadini, le casse comunali e la natura.Buon Natale!
giovedì 15 dicembre 2011
Eco Bazar
Si apre il 16 dicembre la seconda edizione dell’Eco Bazar, il mercatino dedicato al riuso e al riciclo che ospita artisti ed artigiani operanti a Cagliari e nel resto della Sardegna. Per gli artisti, una vetrina per l’esposizione e la diffusione delle proprie creazioni, per il pubblico un’occasione per accostarsi al mondo del riciclo creativo e per acquistare creazioni originali realizzate con le tecniche del riuso, per un Natale sostenibile e all’insegna dell’originalità. Il Bazar sarà aperto dal 16 al 23 dicembre, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00, con un unico giorno di chiusura il lunedì 19 dicembre.
mercoledì 9 novembre 2011
I Beppini
A volte le grandi idee sono semplici e nascono come risposta a un dolore. In questo caso era, addirittura, angoscia. Quella provata nell’ascoltare una trasmissione tv che sentenziava: «Da qui a pochi anni sulla terra non ci sarà più cibo per tutti».
Siamo nel 1992 e Beppe Porqueddu, (la sua storia potete trovarla sul n. 23/2010 di Città Nuova), osserva per la prima volta con occhi diversi i fichi e i fichi d’India, colorati e abbondanti, che nel giardino dei suoi nonni in Sardegna non riscuotono tanto successo né in famiglia né tra gli amici. La prima idea è, invece, di non lasciare quei frutti incolti, di farne della crema da dessert e del liquore di fico d’India che ancora non viene prodotto industrialmente.
Perché la terra non basta a produrre cibo per tutti – è la domanda di Beppe – «se a pochi metri da casa mia il buon Dio fa crescere tutta questa roba, buona e nutriente, che spesso viene derisa come inutile?». Altra intuizione. D’estate, da ragazzo, Beppe aiuta il padre nei lavori dei campi e così ha modo di conoscere i vari tipi di ortaggi. Gettare pomodori, melanzane, bucce di finocchi e perfino le bucce dell’anguria gli sembra uno spreco. Come farne una risorsa? «Ero attento osservatore – racconta Beppe – delle cose che tutti buttano e chi l’ha detto che non sono buone?». Ormai adulto, e trasferito a Roma per lavoro, il profumo delle parti scartate del finocchio gli fa venire in mente l’idea di un condimento per la pasta.
S’inventa una crema vellutata con olio d’oliva, sale e gli scarti del finocchio: una vera délicatesse. In breve si moltiplicano i vari prodotti. Le creme, dolci e salate e i liquori, per ora, raggiungono quota 64. E nascono dalla carruba, dalle bucce di anguria, di arancia, di pesca, mescolate con frutta, ortaggi, anche in versione piccante, con peperoncino. Tutto rigorosamente biologico, sterilizzato in modo naturale, senza conservanti e additivi di nessun genere. L’intera collezione, dal nome di battesimo del suo ideatore, si chiama “I Beppini: gusti, profumi e sapori dell’orto dei nonni di casa mia”, perché tutto nasce dall’antica cultura contadina che, conoscendo ogni varietà dei frutti della natura, non getta nulla.
“Formaggiando sfizioso” sono, invece, 14 diverse ricette di prodotti da abbinare ai formaggi. Ci sono 12 varianti di fichi, anche al rum.
Per il dessert la serie “Un cioccolatino da mangiare con il cucchiaino”. Un elegante vasetto composto da vari strati di crema dolce di frutta e di verdure alternati a cioccolata e pensato per la festa di san Valentino, per essere mangiato “a due”, con un unico cucchiaino per gli innamorati di ogni età.
venerdì 28 gennaio 2011
Riciclare il pane. Mandate le vostre ricette.

È di pochi mesi fa la notizia che solo a Milano si buttano 180 quintali di pane al giorno. Ma basta pensare alle nostre case e verificare quanto pane e pizza sprechiamo anche noi. C’è chi mangia solo pane fresco, chi compra quantità superiori al consumo, chi non sa più riciclare il pane perché ha perso la memoria di antiche ricette. Se conoscete modi semplici, veloci, adatti ai nostri tempi mordi e fuggi, mandateci le vostre ricette.
Il Capodanno l’ho trascorso a casa di Ornella di Sparanise, in provincia di Caserta, che con timidezza, perché è un piatto povero, ci ha offerto, insieme ad innumerevoli ottime pietanze, del pane secco con le cime di rame. È andato a ruba. Buonissimo. Una ricetta semplice e deliziosa.
La ricetta di Ornella
Ornella, ex maestra ora in pensione, oggi ha 78 anni e così condivide la sua ricetta con noi. Si chiama panorra di rape. Si possono usare o le cime di rape o le rape intere.
Ingredienti per 4 persone:
300 gr di pane raffermo,
cime di rape ricavate da 1 Kg di rape,
olio d’oliva e sale quanto basta,
1 spicchio d’aglio
peperoncino piccante.
Procedimento:
Mondare e lavare le cime di rapa. Portare a bollore una pentola capiente con acqua salata. Lessate le cime di rape fino a cottura. Far soffriggere l’olio di oliva in padella con uno spicchio d’aglio, aggiungere sale, peperoncino piccante secondo i propri gusti, le cime di rape, il pane raffermo in tocchi non troppo piccoli e un po’ d’acqua di cottura delle cime di rape. Mescolate per circa 5 minuti, il tempo affinché il pane diventi morbido e impregnato del sapore delle cime di rape. Mescolate e servite nei piatti.
venerdì 14 gennaio 2011
L'arte del riciclo
Vorrei dare altri piccoli spunti che riguardano l’arte del riciclo in riferimento all’articolo sul riuso apparso su Città Nuova del 10 dicembre.Per recuperare del burro un po’ irrancidito basta infilarci dentro una carota e lasciarlo lì per 3 o 4 ore . Da non buttare la carta che avvolge il burro: è ottima per imburrare le teglie.
Il pane raffermo lo si può rivitalizzare : lo si avvolge in carta stagnola e lo si pone in forno a 200 gradi per 5 - 10 minuti. Poi bisogna lasciarlo raffreddare prima di svolgerlo.
Per chi ha rose in giardino: non buttate via le bucce di banana, sotterratele piuttosto nei vasi delle rose per fornire loro vari e preziosi nutrimenti.
Erica (provincia di Udine)




