giovedì 24 marzo 2011

Come vivere meglio

Francesco Gesualdi, ex studente di don Lorenzo Milani alla scuola di Barbiana, è il coordinatore del centro “Nuovo modello di sviluppo” fondato insieme ad altre famiglie nel 1985. Tra i loro cavalli di battaglia: il consumo critico, il risparmio responsabile, la sobrietà.

Perché è importante praticare uno stile di vita sobrio?

«Per molte ragioni. Le risorse, quali il petrolio, l’acqua, il cibo, sono sempre più scarse. I rifiuti urbani e l’anidride carbonica inquinano il pianeta e l’atmosfera. Abbiamo messo a ferro e fuoco il pianeta garantendo un certo tenore di vita solo a una minoranza. La terra è come abitata da un manipolo di “grassoni” che combatte un esercito di “scheletrici”. Dobbiamo stare bene con noi stessi, con gli altri e con il pianeta. Dobbiamo attestarci su consumi più bassi che non vuol dire rinunciare al necessario, ma evitare gli eccessi».

Da dove cominciare?

«Comincerei da quando si va a fare la spesa ponendosi la domanda: “Ne ho davvero bisogno?”. È il quesito di fondo per renderci conto che tante cose che la pubblicità ci propina in realtà non ci servono. E orientarci su altri modi di consumare: il locale piuttosto che il globale, evitare gli imballaggi, preferire prodotti con confezioni leggere, per diminuire i rifiuti. Cominciare a produrre in proprio le merendine per la scuola, sono più sane e senza plastica da buttare. Sono piccoli gesti, ma riprodotti da milioni di persone cambiano il nostro impatto sul pianeta».

Il contributo di singoli e famiglie che apporto può dare?

«Una città viene tenuta pulita dai netturbini ma, se la gente si educa a non gettare carte in terra, abbiamo una città pulita. Il comportamento individuale è fondamentale perché una società è il risultato di una somma di regole e comportamenti individuali. Anche se i comportamenti da soli non bastano, ci vogliono anche le regole per stabilire i comportamenti. E anche qui le regole da sole non bastano se poi non vengono attuate».

La politica in che modo potrebbe operare per favorire una cultura della sostenibilità?

«È importante avere una nuova linea educativa. A scuola si insegni a vivere una vita sobria. Un altro aspetto è regolamentare la pubblicità. Non possiamo lamentarci del fatto che siamo sommersi di rifiuti e poi siamo martellati dalla pubblicità per comprare molte cose inutili. Devono essere inserite delle ecotasse per orientare gli acquisti dei consumatori e le scelte delle imprese in modo da indurre ad evitare prodotti che non si riciclano. Una tassa sulla plastica non la vedrei male».

Cosa c’è di rivoluzionario nel vivere la sobrietà?

«Vorrei che l’opinione pubblica percepisse che non è in gioco la nostra dignità, ma solo il superfluo. Se abbiamo la capacità di ripensare l’economia, riusciremo a vivere con meno e con più tempo a disposizione per le relazioni, che sono le grandi sacrificate del nostro sistema economico. Dovremo avere il coraggio di guardare in faccia la realtà, non per fare sacrifici, ma per vivere meglio».

1 commento:

Silvia Brentegani ha detto...

GRAZIE per questo contributo!
Anche trovare il tempo per costruire assieme ai figli qualche regalo di compleanno per gli amichetti, può essere utile per abituarli a non seguire SEMPRE le mode ed, inoltre, AIUTA nel dialogo genitori-figli.
Buon consumo sobrio!
Silvia di toccodililla