venerdì 16 maggio 2014

Case efficienti a energia zero



Il progetto europeo Energy Efficiency in Low Income Housing in the Mediterranean (Elihmed), coordinato dall’Enea, ha l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica e il comfort nelle vecchie case popolari, che rappresentano il 40 per cento del parco edilizio complessivo dei Paesi della costa meridionale del Mediterraneo. In Italia l’esperienza pilota ha coinvolto abitazioni rurali in Sardegna e condomini di case popolari a Genova e Frattamaggiore, in provincia di Napoli. In totale sono stati riqualificati, dal punto di vista energetico, circa cento abitazioni.
In una nota l’Enea spiega che «la sperimentazione su larga scala per la riqualificazione energetica di questo tipo di patrimonio edilizio, condotta simultaneamente nei sei paesi, ha dimostrato sul campo la fattibilità di soluzioni innovative e meccanismi finanziari che possono essere sostenuti con fondi europei di sviluppo regionale, che potrebbero, in una prospettiva più ampia, essere estesi a tutto il Mediterraneo, superando le difficoltà che le tradizionali politiche pubbliche hanno nel raggiungere queste fasce di popolazione. L’obiettivo  finale è ridurre il fabbisogno energetico degli edifici a livelli “quasi zero”, in linea con le indicazioni europee del “pacchetto clima-energia 20/20/20”».
In Europa decine di milioni di cittadini vivono in regime di “energy poverty”, cioè non sono in grado di pagare le bollette energetiche e vivono condizioni di disagio. L’Enea sottolinea che «proprio per questi cittadini dunque lo sforzo da fare è quello di fornire degli alloggi ad energia quasi zero. Tutto ciò che queste fasce di popolazione “risparmieranno” per le bollette, inoltre, potrà essere immesso nel mercato per l’acquisto di beni materiali e quindi, se moltiplicato per milioni di famiglie, diventare un ulteriore volano di ripresa economica».
Per questo Elihmed ha promosso, insieme ai partner di altri due progetti che operano nell’ambito del Programma di cooperazione transnazionale Med, Europe in the Mediterranean, la “Dichiarazione di Lubiana” per invitare tutti i Paesi del Mediterraneo ad investire sull’efficienza energetica degli edifici a basso reddito, per promuovere una nuova visione economica dell’edilizia residenziale.
Lorenzo Russo

mercoledì 30 aprile 2014

Buon appetito!

Supermercati semideserti, code sopportabili alle casse, crescita del volume di affari dei discount, menu poveri, diminuzioni degli sprechi, ricette con gli avanzi. Sono alcune delle conseguenze del perdurare della crisi economica nella quotidianità della mensa. La nostra educazione ad una vita più sobria e più sana passa anche per un’equilibrata dieta e per il sapiente uso degli alimenti sin da bambini.
Non si può vivere senza mangiare, ma può succedere che mangiando s’impari a vivere. È la scommessa della Compagnia Teatrodaccappo di Fenaroli & Nicoli che sulle “tavole” di legno del palcoscenico con lo spettacolo Buon appetito! cerca di trasmettere il gusto di una cucina sana e raccontare un’istruttiva storia alimentare.
«Gli ingredienti – spiega Max Fenaroli – sono: la comicità, l’appetito, il gusto dei cibi, i sapori delle storie, i colori delle ricette, la partecipazione dei piccoli e grandi spettatori ed un pizzico di fantasia q.b.». La piece di teatro comico nasce dall’esigenza diffusa, espressa da insegnanti ed educatori, di informare e fornire consigli utili senza lasciare tracce di pedanteria. È proprio la specialità di Fenaroli & Nicoli che dal 1996 “cucinano” spettacoli e sollazzano bambini e famiglie di ogni età con le loro rappresentazioni teatrali in tutta Italia.
In Buon appetito!, nella parte centrale della storia, un orco tanto tonto e sporco deve imparare a mangiare sano. La metafora è evidente: se riesce l’Orcotonto, così si chiama il personaggio protagonista, tutti, proprio tutti, ce la possono fare. L’orco, nella favola, è redento dal cuoco del re che, con l’aiuto dell’intero villaggio, gli insegna a gustare cibi sani, sapienti e nutrienti. Così tra una risata, una canzone e una piroetta trascorre più di un’ora in cui si è capita l’importanza di un’alimentazione differenziata, i colori e i sapori dei cibi, la ricchezza e la bellezza delle ricette nostrane e di altri popoli, la piramide alimentare, la lotta agli sprechi, la riscoperta del pranzo come momento di convivialità e incontro. «Nello spettacolo – conclude Max Fenaroli – s’invitano gli spettatori a interrogarsi sulla loro condotta alimentare, su come vivere una vita più sobria, ma sempre con levità e simpatia».

Per info www.teatrodaccapo.it

lunedì 24 marzo 2014

Essere generativi

La cirsi morde ancora di più  e lo conferma il crollo dei consumi: meno 2,1 per cento rispetto ad un anno prima. A dirci che è il dato perggiore dal 1990 è l'Istat. Non si sa più come fare a risparmiare e c'è chi cavalca, in vista delle prossime elezioni europee, l'onda di protesta verso l'euro visto come fonte di tutti i mali. I coniugi Chiara Giaccardi e Mauro Magatti nel loro ultimo libro Generativi di tutto il mondo unitevi! per i tipi della Feltrinelli vedono anche nella crisi una possibilità di crescita. «Mangiamo senza aver fame – scrivono gli autori – siamo in mezzo agli altri rimanendo soli, facciamo sesso senza amare». Un uomo di sabbia ingabbiato in un sistema di acciaio perché la crisi che attraversiamo investe anche l’idea di libertà che abbiamo professato. Nel frattempo crescono le diseguaglianze, l’indifferenza, la depressione.
Come, allora, liberarsi dall’oppressione della società contemporanea? I nostri autori introducono il concetto di “generatività” che non coincide con il solo “fare figli” perché è molto più di un atto biologico: è simbolico, politico, antropologico. È generativo l’educatore che sa “tirar fuori” il meglio dai suoi studenti, l’imprenditore che non segue il profitto ma un sogno da realizzare con i suoi collaboratori. «Sono generativi l’artigiano e l’artista quando amano quello che fanno e, attraverso la loro maestria, aggiungono bellezza al mondo». È generativo il volontario che sana una lacerazione del tessuto sociale, il professionista che persegue il bene comune, «l’amministratore locale che sa porsi come punto di aggregazione delle tante energie presenti sul territorio, diventando il volano per la mobilitazione di risorse diffuse capaci di rinsaldare i legami comunitari». 
Una teoria sociologica, dunque, che scavalca l’orizzonte individuale per aprirsi alla società e alla politica come mezzo per superare la società consumistica. La  nuova parola d’ordine è generare come atto supremo di libertà creativa.

lunedì 10 febbraio 2014

Le compagnie mi maltrattano

Un lettore non condivide l'ultimo post e riporto la sua opinione.

"Ho letto il suo articolo e non mi trova d'accordo.

 Non dovrebbe essere necessario affrontare il problema di come risparmiare nel contrarre una polizza R.C. auto, salvo che, il mercato sia aperto alla concorrenza e quindi ci si troverebbe di fronte allo stesso meccanismo per l'acquisto di una scatola di pomodori. 
Sappiamo che questa serietà non esiste, anzi, si potrebbe trovare più furbetti tra le assicurazioni che tra gli assicurati. 
La causa di tali ed eventuali comportamenti si trova nell'obbligo che l'automobilista ha di contrarre una polizza R.C, questo senza essere tutelato, mentre le assicurazioni non hanno nessun obbligo da rispettare. 
Le compagnie d'assicurazione mi "maltrattano", in buona sostanza, per mezzo del potere assoluto che detengono, nello stipolare un contratto che non è mai un "con-tratto". 
Allora il problema va affrontato ponendosi delle domande: come mettere sullo stesso piano i doveri sia dell'assicurazione sia dell'assicurato? 
L'automobilista, giustamente, è obbligato a contrarre una polizza R.C. auto, le assicurazione devono essere obbligate a trattare il prezzo delle polizze con i rappresentanti degli automobilisti e il governo; e devono essere obbligate a stilare un contratto base, sempre con i rappresentanti degli automobilisti e del governo, un contratto molto preciso e chiaro, senza che abbiano la possibilità di tergiversare".

giovedì 23 gennaio 2014

Caro auto



In Germania converrebbe emigrare anche per pagare meno le assicurazioni dei veicoli. A Monaco assicurare un motociclo di cilindrata 150 costa 20 euro l’anno: a Milano 177 e a Napoli 659. Un guidatore esperto di automobile a Napoli paga 1300 euro, ad Amburgo 322. Non c’è partita. Su 32 milioni di veicoli assicurati in Italia, più di 4 milioni, l’8 per cento del totale sono fuori legge: non pagano la polizza.  I fanalini di coda sono la Campania, la Puglia, la Calabria. Guidano il gruppo dei virtuosi il Trentino Alto Adige seguiti da Friuli e Veneto. Secondo una ricerca dell’Istituto tedesco “Qualità e finanza” le agenzie più economiche sono, nell’ordine: Italiana assicurazioni, Zurich e Reale Mutua. Per poter risparmiare ci viene in aiuto il decreto “Destinazione Italia” varato il 23 dicembre e in attesa di essere convertito entro il 24 febbraio. Prevede lo sconto del 7 per cento sulla tariffa per gli automobilisti che accetteranno di installare “una scatola nera” sul proprio mezzo. Già due milioni di italiani lo fanno e conviene solo per le aree ad alto rischio di frode con tariffe più elevati perché installarla costa 75 euro. La scatola nera monitora il comportamento degli automobilisti e può essere uno stimolo, dato che tutto viene registrato, per dei comportamenti virtuosi. Un ulteriore sconto del 5 per cento, che può salire fino al 10 per cento nelle regioni a rischio, è previsto per gli automobilisti che decidano di farsi riparare la macchina presso una carrozzeria convenzionata con l’assicurazione. È uno dei modi per evitare frodi che sono una delle voci di spesa che fanno elevare le tariffe. Per lo stesso motivo non sarà più possibile convocare dei testimoni di comodo al processo che non erano stati inseriti nella denuncia iniziale. E’ un vero malcostume italiano, avallato da molti, anche da chi dovrebbe difendere la legalità. Sono previsti altri sconti ma attendiamo l’esito della legge perché già montano le proteste, spesso ingiustificate, di carrozzieri, avvocati, periti e compagnie assicurative. Conviene, in ogni caso, confrontare le tariffe sulla garanzia obbligatoria di Rc auto sul “preventivatore” unico dell’Ivass nel sito www.ivass.it. Trovata la tariffa più adatta è sempre utile trattare con gli agenti per ottenere un prezzo più basso. È una fatica necessaria che, a volte, porta frutto.

mercoledì 18 dicembre 2013

Il tasso soglia



I trucchi delle banche non si verificano solo a livello macroeconomico come attesta una recente multa di 1,71 miliardi di euro affibbiata a grandi banche che manipolavano i tassi a breve tempo dell’euro, facendo cartello tra banche che dovrebbero essere in concorrenza allo scopo di utilizzare al meglio i guadagni dei derivati.  (vedi articolo di Giuditta Marvelli sul Corriere delle sera del 5 dicembre 2013 a pagina 31). Sembra una notizia che vola alta sopra le nostre teste, invece, risulta che più del 90 per cento dei nostri correnti bancari, analizzati dalla Cofi, leader in Italia nel settore dei controlli bancari, risultano irregolari. I tassi di interesse, per esempio, che la banche richiedono per i vostri mutui, prestiti e fidi, non devono superare il cosiddetto tasso soglia, un tasso di interesse massimo che non può per legge essere oltrepassato perché si commette usura. Ma è un calcolo troppo complicato da effettuare da soli, anche se potete provarci all’indirizzo: http://www.altroconsumo.it/soldi/mutui/speciali/tasso-usuraio-verificate-che-il-vostro-prestito-non-lo-raggiunga-la-legge-vi-tutela. Di fatto succede che paghiamo, spesso, interessi maggiori del dovuto con spese aggiunte, maggiorate e camuffate che superano la soglia consentita dalla legge. Se ciò avvenisse e potete dimostrarlo sarebbe una grande notizia. Per legge le banche sono costrette a restituire gli interessi pagati e non dovuti e, inoltre, potete restituire solo la quota capitale del mutuo che avete ancora in essere senza pagare più interessi alla banca. Sarebbe un vero bingo e lo prevede una recente sentenza della cassazione del gennaio 2013. Si può chiedere la restituzione per un mutuo contratto o estinto nel limite di un decennio perché prima scatta la prescrizione. È una vera e propria truffa difficile da individuare se non rivolgendosi ad associazioni per i consumatori come Adiconsum o a società come la Cofi.